
oh, dove saranno gli ulivi, l'acque sante
e noi avanzi appesi agli steccati, come
fossimo curve analfabete vestite d'arie dolci
asole travisate dai decibel del vento
poggeremo le biciclette sui laghi di sale
dove son scritti i morti, dove sbarcheranno
con le mani in tasca, una sacca rossa
il cuore nella croce, s'è venerdì di magro
e quasi noi, con calze a rete
il raso alle ginocchia appena, appena
diremo un sì traverso nel fumo d’una ronda
By fil0diseta // mercoledì, 14 ottobre 2009+07:13
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Sediamoci a cercare affitto per una settimana
spese incluse, secondo la stagione
senza calcolare che il nemico si ribellerà
proviamo nel grande soggiorno(con angolo cottura)
prendiamo un cane, un gatto, un topo
lasciamo che attraversino continue crisi di identità
soprattutto se cominciamo a lasciare cadere
quasi tutte le formelle di formaggio
che ci aveva portato il buon pastore
nonostante le attrezzature (frigo-congelatore, lavatrice
ferro da stiro, caffettiera elettrica, ventilatore)
d'inverno, torneranno i tempi duri
L'intimismo melanconico
combattuto tra il conflitto dei sentimenti
e l’essere di fatto una macchina
e la notte, la notte, la fame, la fame
e ad un certo punto il silenzio
il cane, il gatto, il topo
origini create dal robot, in grado
di attraversare muri, per andare
al mare a piedi, come al bar
gelaterie, rosticcerie e ristoranti
biancheria pulita per la casa (lenzuola e asciugamani)
veranda con tavolo da giardino
e ombrellone a righe (caffè compreso)
come quello che sognava Novalee
Sono disponibili le foto dell’appartamento
By fil0diseta // martedì, 29 settembre 2009+11:40
strutture espressive intermedie
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uomo, mio Dio, solista quando in America
alone again or. yeah
ricordo, tu Ricordi, ricordiamo, la galleria
l’avemaria, la firma di swarovski, musica e sottoscala
rubando alla Regina, teoremi, la morale
colà frugando i mobili, che infilano spilloni nei divani
i piatti, dateci i piatti che furono anteriori
e noi seduti sotto la foglia di fico
i capelli d'Eva come sale
per le scale, chiedendo l'ultimo Topolino
ad ogni porta con l’uniforme da prete, ciò
che rimase dopo le quinte
noi del saccheggio, col pampampam
stasera ascolto i Love... yeah
l'orchestra dell'Opera di Stato
magari poi ci canto sopra in italiano
l’ennesima fatica di mio padre
dal poliambulatorio al sottoscala
puntato l'occhio all’angolo di grasso
dalla sua andatura a manovella
By fil0diseta // mercoledì, 23 settembre 2009+07:21
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oh grotta alla radice del Vallone, dà tela al vento,
tempesta, salva la Signora d’Oriente… oh acquasantiera i mari, sotto il campanile
“correndo tempesta il naviglio che la portava, sì salvò in Lampedusa. Di essere ivi stata la statua di Nostra Signora ne serba la memoria in fino a oggi una piccola chiesetta cui anche i barbari sogliono venerare"
questo tempo che sfugge al nodo ed alla toga, e che cripta resta nell'altrui preghiera, alla tela volge il desiderio del comando....
questo tempo che sfugge al nodo ed alla toga, e che cripta resta nell'altrui preghiera, alla tela volge il desiderio del comando....
il giallo... si avvicina, sugli amanti togati, a larga trama. Sbuca l'azzurro a lampedusa, sui nodi del rosario, verso la fontana. Ma non era sabato: era di lunedì
il riflesso dello specchietto era anche evanescente nell'ennesimo lato dell'auto-altrui-proclamazione, onde si chiese se lo scoglio ostacolava l'acqua o l'onda era proporzionale all'esagono della quinta strada fuori porta, la fifty del sabato sera
bissato, scoglio alla vela di lampedusa, e senza lunarossa in valencia,
valencia, valencia.....con-fondendo la c di s, e l'accento sulla i
La parola è dotata di vita propria, disse la parolaia, ri-flettendo i gusti del market, in marcamento stretto al verbo.
la parola del resto vestirla se in verbo o in fede era d'arcobalono per cui la a, a volte, precedeva il messianico sme e tal altra si succedeva a se stessa nella o , dell'orare quando si irrora l'altrui
sfuggente nell'iperbola, massificava sulla tangenziale, aspettando il giallo...
By fil0diseta // domenica, 26 luglio 2009+08:34
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ma no, ma no, il bacio è geroglifico, sgocciola che schioccia
tutti i rossi, il pentagramma alla ragazza dai capelli neri, la gonna
che inscrive nuvola, flanelle, bianchi scuciti all’apice dov’esce melograno
grano più fino e sale cuspide incappa, inceppa, abbocca
e sviene
By fil0diseta // martedì, 07 luglio 2009+15:01
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Oh notte, notte, se ti dimenticassi de le stelle, mandandole
una volta a quel paese e quella luna offrircela da bere
a gli angoli di calli e calendari, calendule a bordura nei vialetti
e il ticchettio de le sementi al buio, come le ravvoltò
mia madre per tua madre, infra le pieghe de la carta zucchero
così vorremmo noi, un nero che di più si muore, solo i profumi
di falangi, martelli sul larghetto, poi lento, lento
fino a la mia schiena, tremarmi d’ossa, l’ugola, le tempie
andante sostenuto in sol minore
By fil0diseta // martedì, 07 luglio 2009+13:09
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fa a brandelli la luna
quel violino in fondo al parco
e un intarsio di fronde
concerta gli ululati
col disordine del cielo
finisce in pugno tutta la paura
negli occhi che non vedo
ma attorno sento laghi
mi galleggiano le vesti, le tue dita
sarà un notturno o forse una sonata
o un bacio eluso tra
quelle corde messe sulla strada
oppure di rimpianto
dalie
che non ho mai dipinto là sul prato
su quel pendio, dove silenzio e vento
By fil0diseta // martedì, 07 luglio 2009+10:25
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